Piccioni

4 novembre 2008

La nostra unica ricchezza sono i sentimenti.
Perchè allora quando ti incontro mi sembri il fumo distante di una nave all’orizzonte? E l’occhio sfugge, il sorriso -oplà- guizza altrove, ma la faccia rimane. Ma aspetta, sei tu o sono io questo? Quanto tempo è passato? Quanto tempo è passato da COSA? Guarda che io sono sempre lo stesso, che non é il tempo a essere immodificabile come la pietra, siamo noi che siamo immobili.
E le gioie e i dolori e i gelati allo yogurt e le giornate di pioggia e l’amore e tutto il resto non si succedono dentro di noi, ma è il tempo che ce le fa passare sopra, come se fossimo statue su cui i piccioni cagano poi il temporale lava via il guano e il piccione ci ricaga… Ecco perché l’Umanità non migliora ma neanche peggiora, nel duemilaeotto come nel quattordicimilaeotto come nell’ estate del ‘46: perché é un blocco monolitico, uguale a sè stessa come tutti gli omini che La compongono; cambiano i piccioni.
Poi qualcuno si sposa, e rieccoci tutti qui, a guardarci dai lati opposti della sala da ballo. E il vuoto fisico fra noi non è nulla in confronto al vuoto di parole, di argomenti, di cose in comune. L’unica emozione che mi crea tutto questo è il chiedermi se si è trattato di piccioni che hanno cagato sulla mia statua rendendola irriconoscibile a coloro che un tempo l’avevano tanto amata o di un acquazzone che ha lavato via un maquillage di guano portando alla luce una statua di forma sgradita a persone che ormai, a loro volta, altro non mi sembrano che monumenti coperti di merda. E’ duro essere poveri. Non è il peggio che ci sia, ma non è per niente bello. Quindi credo sia giunto il momento di chiederti, per favore, di abbracciarmi.
Perchè i sentimenti sono la nostra unica ricchezza.

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Come eludere l’ansia tropicale: Piccioni. « Quotit-mixblog
9 novembre 2008 alle 17:04

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Guiro Karelias 4 novembre 2008 alle 15:53

fosse facile, i sentimenti sono una forma di ricchezza che va incontro ad oscillazioni continue, peggio che il petrolio. belle riflessioni, comunque.

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lamicragna 4 novembre 2008 alle 17:39

posso dirti che mi sono scoperta a versare lacrime amare quando ho avuto, leggendoti, la tentazione di essere una statua lavata dall’acquazzone?
non è vero.
era solo per partecipare al sentimentalismo del post (che cela diosolosaqualesarcasmo, my friend).

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piapalmira 4 novembre 2008 alle 17:52

No! maddai! io quasi mi ero intenerita leggendo questo post… avevo pensato “vedi, anche lo zio giorgio ha un cuore”, e si scopre che celavi del sarcasmo? peccato, è bello davvero…

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Lo zio Giorgio 4 novembre 2008 alle 18:11

Non capisco perchè se uno consolida una fama di sparatore di cazzate non possa poi più parlare seriamente. Se volete metterla così, diciamo che quando non digerisco il capitone in umido divento sentimentale e scrivo queste cose qui. Adesso mi ritiro nel camerino a rimettermi la parrucca rossa (finta), il naso rosso da pagliaccio (finto) e la lacrima (vera)

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Lo zio Giorgio 4 novembre 2008 alle 18:13

@ Guiro: meno male che almeno tu mi capisci (e poi LORO dicono che noi uomini facciamo comunella…)

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ilanio 5 novembre 2008 alle 02:08

spesso vorrei essere la pulce che caga sul piccione

by the way, symphaty for uncle George (darling), anche se può sembrare un’affermazione forte, un po’ ti capisco

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lamicragna 5 novembre 2008 alle 19:52

non mi si inalberi, o’ gioggio..
io scrivo cazzate perchè sono in realtà una disadattata.
siamo pari, direi.
non intendo dire che tu sia un disad..
cioè, non volevo insin..
vabbè, ‘fanculo le giustificazioni, hai capito.
(se non hai capito, meglio, chè capire una disadattata non è buon segno)

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