Il teatro di Sabbath

by Lo zio Giorgio on 14 gennaio 2009

La legge della vita: fluttuazione. Per ogni pensiero, un pensiero opposto, per ogni impulso, un impulso contrario. Non c’è da stupirsi se uno impazzisce e muore o decide di scomparire. Troppi impulsi, e questo non è neanche un decimo della storia. Senza amante, senza moglie, senza mestiere, senza casa, senza soldi, ruba le mutandine di una diciannovenne qualsiasi e se le ficca in tasca provando un brivido di adrenalina: quelle mutandine sono esattamente ciò di cui ha bisogno. Possibile che nessun altro abbia un cervello che funziona proprio come il mio? Non ci posso credere. Questa è l’età, puro e semplice invecchiamento, l’ilarità autodistruttrice dell’ultimo giro sull’ottovolante. Sabbath trova pane per i suoi denti: la vita. Tu sei il burattino. Tu sei il grottesco buffone. Tu sei Pulcinella, il burattino che gioca con i tabù!

lo zio Phil

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lamicragna gennaio 14, 2009 alle 10:27

ok.
dopo la storia della confusione sui commenti,
adesso questo.

dillo che vuoi vedermi morta di neuronismo.

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Arturo Folletti gennaio 14, 2009 alle 15:21

Ma quanti zii che ci sono qui!!

zio Arturo

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