Basta con la cattiveria, il cinismo, il disincanto, i Marlene Kuntz.
Gli altri fanno schifo, e allora cerchiamo di barricare il nostro povero io di Bambi indifesi sfoderando sarcastici e sprezzanti tarantinismi, ma è solo una maschera, una maschera per nascondere il nostro disperato bisogno di Amore.
BASTA! È ora che lo zio Giorgio® promuova un
Contest di Bontà1
Qual’è stata negli ultimi 10 anni la volta in cui vi siete sentiti più buoni?
Lasciate per una volta il vostro battutario di trita ironia sul comodino, qual’è stata l’occasione in cui più vi siete avvicinati al modello di gentilezza d’animo ineffabile del cacciatore di Biancaneve/nonno di Heidi/Tre nipoti e un maggiordomo? L’episodio che siete soliti raccontare a una persona appena conosciuta per scucirle un sordido rapporto occasionale? (visto? Sto cascando ancora nel cinismo)…
Il vincitore (a mio insindacabile giudizio) riceverà in premio l’ultimo libro di Romano Battaglia o, a scelta, una copia di Mein Kampf.
- Beh, mi tocca, comincio io: in ritardo bestiale a un appuntamento, pedalavo in centro con la furia di Bartali sul Pordoi, quando a un tratto vedo un vecchino di spalle arrancare pateticamente su una bicicletta davanti a me. Chissà come ho notato, guadagnando velocemente terreno, che la sua bicicletta era perfettamente lucida. In un microsecondo il mio -in altre circostanze stupido e lento- cervello ha elaborato un profilo del vecchietto che mi suggeriva che l’essere superato a una velocità strepitosa da un giovane ciclista nel pieno del vigore lo avrebbe mortificato oltremisura, rovinandogli la giornata.
Allora sterzando improvvisamente per non sorpassarlo mi sono infilato in una stretta via trasversale.
È quindi assolutamente ovvio a tutti che sono finito in una vetrina di articoli per la casa, disintegrandola; quello che non è così ovvio è che non ho mai avuto il coraggio di spiegare alla esterrefatta titolare del negozio, mentre concordavamo lè modalità del risarcimento, il motivo della mia grottesca figura. [↩]


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Mh. Mi hai preso in contropiede. Aspetta solo un secondo, che vado in cameretta a controllare sul battutario. Nah. Mh… Non lo trovo. Eppure, era qui, sono sicuro. Sul comodino.
Porca madosca.
Vabbeh.
Allora, io sono talmente buono che il tuo aneddoto mi fa schifo per quanto è pregno di insensibilità. E se il vecchio avesse avuto gioia nel vedersi sorpassare da un giovanotto? Egli avrebbe forse pensato: “La gioventù avanza, è così bello che la vita si riproponga nel suo reiterare deforme caos e armoniose forme”. Oppure magari era un vecchio di merda, per cui il tuo atto di bontà avrebbe dovuto consistere nel sorpassarlo e poi cadere appositamente per permettergli di ridere di te.
Io ne ho tanti di aneddoti. Una volta un mio amico mi ha confidato una cosa disgustosa che lo avrebbe distrutto davanti a tutti suoi conoscenti, parenti e amici. Era ubriaco. Ma sa che io so. E non l’ ho detto a nessuno. Neanche alla mia ragazza. Neanche a mia madre. Porterò il segreto nella tomba.
E, nel caso ve lo steste chiedendo SI! la tentazione è inverosimile (perché la cosa nella sua tragicità ha anche una portata comica INVEROSIMILE, appunto) e NO, non ho chiesto in cambio soldi.
CAPITO? NON GLI HO CHIESTO NEANCHE UN EURO!
Devo essere scemo.
La prima volta che l’ho vista era lungo la strada che porta in stazione, a Buehl. Si trascinava, sotto la pioggia, una valigia, evidentemente troppo pesante per lei. La persona che era in macchina con me mi disse che andava in ospedale ogni lunedì ad accudire la figlia in coma profondo. Da più di cinque anni, la vecchietta andava per restare lì tutta la settimana, e tornare al venerdì.
Una domenica pomeriggio, particolarmente calda mi si è presentata davanti alla finestra del gelato, e dopo aver osservato per un paio di minuti le sorbettiere colorate si è fatta da parte, ha tirato fuori dalla tasca del soprabito un piccolo portamonete marrone, di quelli con le palline per chiusura, ed ha cominciato a scavare con l’indice, china a guardare ben dentro, cercando e fermandosi a riflettere, finchè ad un certo punto si è riaffacciata chiedendomi, gentilmente due palline di cioccolata.
Ricordo ancora adesso il sorriso che le illuminò il volto quando le porsi il gelato, il garbo con cui mi porse prima la moneta da 1 euro, poi quella da 20 cents.
Prese il suo cono, mi ringraziò ed andò a sedersi su di una panchina.
Allora presi una coppetta, ci scrissi “Nonna” e ci misi i suoi soldi più altri miei soldi, quindi andai a spiegarle che ogni volta che avesse voluto un gelato bastava che venisse a prenderlo, che lo avrei pagato io.
Robe da Dickens, no?
io sono talmente buona che devo girare in bicicletta perchè se prendo l’autobus la gente vuole assaggiarmi
Ilanio, dopo questo commento meriti un minimo di rispetto solo se il gesto più buono che hai compiuto in vita tua è stato regalare per Natale il Diario di Anna Frank ai suoi parenti (di Anna Frank).
Roma è grande e se ti dice rogna i tuoi amici possono tranquillamente distare da te anche trenta chilometri. Io sono regolarmente da anni il prescelto per la guida della automobile – di mia proprietà – durante il fine settimana, secondo un meccanismo di estrazione casuale di cui sono l’unico candidato. C’è da aggiungere che la mia sbronza da week-end è divenuta l’unica granitica certezza delle nostre serate. Ciò fa di me un filantropo fuori concorso, e dei miei amici gente davvero poco affidabile e con seri problemi depressivi che li spingono ad evidenti ed incomprensibili comportamenti suicidi.
Ho prestato il libro di Lenny Bruce a un mio amico. Me l’ ha perso. E IO l’ ho RICOMPRATO A LUI.
Superate questa stronzata e avrete la mia stima.
Una volta ho reso felice un geometra quarantenne.
no…
ma una volta ho incontrato un ragazzino che conosco, affetto da nanismo e sinceramente gli ho detto :” Tizio, però, come sei cresciuto!!”
e lui :” Non lo vedi che ho i pattini?”
AHahahAhah Ila ;D
Sei proprio una sagoma.
Un cavallo entra in un bar e il barista gli fa:
“Uuh, ma che faccia lunga oggi!”
;-DDDD
(…Oddio, sempre che l’aneddoto non sia autentico, nel qual caso max rspct.)
Beh, beh, siamo proprio dei teneroni:
Woland, se hai una predilezione per gli amici che in stato di ubriachezza confessano cose orrende, allora mi domando perchè non mi hai mai frequentato.
Icynose: molto Terry Gilliam il tuo aneddoto! Le tenere vecchiette sono il nostro riscatto.
Artemisio: effettivamente il tuo è stato sicuramente il sagrificio più straziante, e i tuoi amici sono dei conclamati bastardacci.
Ila: sia che il tuo aneddoto sia una gag o sia vero, celalo gelosamente nei più profondi meandri del tuo cuore, poichè venendone a conoscenza il consorzio umano potrebbe avere dei ripensamenti sulla faccenda del diritto di voto alle donne.
Ma porca paletta, se questa è tutta la bontà che riusciamo ad esprimere, allora hanno ragione Beruschi e Sarkoma a costruirci delle centrali nucleari sotto al culo!!!
un lettore del mio blog mai visto e conosciuto di persona commentò una mia recensione a un libro (feroci invalidi di ritorno) dicendo che gli sarebbe piaciuto leggerlo ma che avrebbe dovuto rimandare l’acquisto perché quel mese era in bolletta. gli ho spedito una copia del libro e dopo qualche tempo gli ho trovato lavoro in una città dove non conosceva nessuno. la persona a cui l’ho mandato ancora mi ringrazia. ma non mi sento buona per questo. mi sono sentita bene, e tanto basta.
(cavoli, ora che ci penso il libro è assolutamente in tono col titolo del tuo blog, zio gio’! santa pace, non so perché ma questa cosa mi turba…)
Vince PiaPalmira su tutta linea. Io al tipo avrei trovato massimo il lavoro, così si compravo il cazzo di libro. Non avere i soldi per un libro! tse. Conosco quel tipo. Entra ed esce dai sexy shop, e se lo fermi ti dice:”Le mie cazzo di chiavi!”.
Ma allora c’eri! Il viso della vecchietta era davvero cinematografico, hai presente Daisy, quella che andava a spasso con Morgan Freeman? Ecco la faccia era quella, cosa c’entrasse in Brazil ‘sta Daisy non me lo chiedere, le inquadrature dalla finestra della gelateria, però, facevano molto Gilliam… Beh, se non ho vinto il premio bontà, posso provare al festival di Cannes…
ambe’, woland… io ti avevo risparmiato le infiocchettature da libro cuore per tentrmi in tono col blog che ci ospita, ma visto che insisti col cinismo, ti aggiungo il particolare macabro che il lavoro che io gli ho trovato gli ha permesso di realizzare il sogno di andare a vivere con la persona che ama. rifiuto ovviamente il primo premio, che spetta di diritto a icynose, non fosse altro per la qualità letteraria che ha saputo dare al suo racconto! altro che voi beceri e aridi cinici! tzé!
Ohh, là: Piapalmira, adesso sì che cominciamo a ragionare.
Era proprio un dettaglio come questo che mancava…
Beh io posso ritirarmi a villa quiete per raccontare ai miei nipotini di quel giorno in cui mi beccai il premio “letterariochebontà” da Piapalmira, (bongustaia!) e chissenefrega della palma d’oro.
Ora so che voi aride cimici anelate ad un’altro passo del mio eloquente e sontuoso narrare, però prima mi dovete spiegare una cosa… perchè aride cimici?
Azz… devo anche aspettare che mio figlio mi produca i nipotini… credevo che fosse già tutto pronto… ma che razza di organizzazione è questa?
Sono in imbarazzo (il sentimento a me più familiare, comunque…).
Non so proprio chi premiare!
Inviatemi i vostri indirizzi (o se temete per la vs. incolumità, un recapito sicuro) specificando la preferenza sul premio più gradito (Battaglia o Hitler) al mio indirizzo di posta elettronica.
Come premio gradirei copia di quel periodico oggetto di “Cave Violam” (tanto per capire di quale morte sia dolce morire)
Io sono così buona che non ho raccontato il mio gesto di bontà -che di sicuro avrebbe sbaragliato chiunque- per far vincere il mio prossimo.
E adesso passate la serata a scervellarvi su come uscirne, piccole cimici.
oh, cacchio…
Doveva essere un “pòffare” dato che qui siam tutti buoni. Tranne la Fiammetta che ha cimiciamente indotto al dubbio (ed il mio premio? Svelti che ho la vecchietta in scadenza!)
No no, Icy, l’entrata a gamba tesa di Fiammetta con quel suo trionfo di bontà multistrato a scatole cinesi cambia di prepotenza le carte in tavola!
Io una volta ho detto ad una mia amica che era meglio non fare sesso perché non la amavo.
ps: Zio, è mezzanotte, e sono totalmente sbronzo.
Zio, è la una meno venti e sono costretto a farmi passare questa sbronza in casa da solo. Non sono la persona più buona del firmamento?
arty tanta gente non direbbe che sei buono ma ti apostroferebbe in ben altro modo
ma visto che eri ciucco quando l’hai scritto non vale perchè quello che si dice da ubriachi, si sa, è come non averlo mai detto
@Ilanio: oltre a rimarcarti con una certa petulanza che non hai offerto il tuo aneddoto e io sono molto risentito, volevo obiettare che la storia che ciò che si dice da ubriachi non vale è una ridicola convinzione degli alcoolizzati, e io ne so qualcosa perchè mi ci sono aggrappato più volte durante gli occasionali naufragi della mia dignità.
minchia…mi son persa il contest!
Come ti sei persa il contest? Mica è finito… Spara il tuo racconto
allora…la volta che mi son sentita più buona in assoluto son state più volte e questo è un fatto – n.d.erika: lei è molto buono a permettermi di mettere il mio racconto e anche questo è un fatto.
buona 1 – una mia amica aveva il problema che le si rompevano le unghie (poco calcio) e io quella volta le ho preso una roba in farmacia tipo uno smalto per rinforzarle le unghie (voi direte oh che brava è un fottuto regalo…ma qui casca il buono, ovvero l’asino, ovvero io) a lei l’ho consegnato dicendo che era mio e che lo avevo a casa, non le ho mai detto che lo avevo preso apposta per non farla sentire in debito di qualcosa.
buona 2 – una volta ho portato le borse della spesa della vecchia del 4° di fronte che aveva l’ascensore rotto – lei voleva darmi 5 euro e io le ho detto “no grazie si figuri” e mi sentivo dio
buona 3 – ho smantellato il firewall aziendale per permettere l’accesso del mio ex capo al suo account di facebook in orario lavorativo (ma solo sul suo pc) – la terza buona mi rendo conto che non pare buona buona buona ma dovete mettervi proprio nei panni del mio ex capo orfano di facebook per capirla a fondo (e io non ho un account facebook e odio pure facebook…insomma…)
in cambio ho preso un pacchetto di galatine.
galatine…e avrei potuto chiedere praticamente qualsiasi cosa…poi ditemi che non sono buona.
Zio io te ne ho dati ben due di aneddoti: quello dell’autobus e quello dei pattini (entrambi veri tra l’altro) ma visto che mi reclami e questo mi fa gongolare come uno dei sette nani (che e’ sempre quello che mi manca all’appello, tra l’altro) eccoti il terzo:
sono cosi’ buona che non mi portero’ a letto il trombamico della mia collega visto che lei e’ innamorata ma a lui non gliene frega un cazzo a meno che lui proprio non mi venga a cercare
eh? son cose
Tutto questo buonismo mi sta procurando un’acidità di stomaco… beh, rimettiamo le cose apposto.
Visto che non ho vinto vado e picchio i bambini del vicino (i miei li ho già finiti ieri).
E tu zitta nonnina, rimettiti l’imbuto in bocca! Hai ancora otto chili di gelato da finire!
Calma Icynose, non è ancora finita…
Io sono calmo ma nonnina… hemm, hemm… lo è molto, troppo calma…
La sai quella di pierino che va a trovare la nonna… nooonnaaa… noonnaa… senti che puzza di cadavere… nonnaaaa…