Se qualcuno immaginasse che cosa ho provato ieri compiendo 41 anni, gli si stringerebbe un po’ il cuore. Posso solo dire che lo psicanalista di Peter Pan è sempre stato molto preoccupato per il suo celebre paziente poichè soffriva di un fortissimo Complesso dello zio Giorgio.
Come regalo di compleanno mi sono fatto due cose: un basso Fender Precision (benchè il basso non sia il mio strumento musicale, sono sicuramente il miglior bassista nel sistema solare), e il germe / della lontana idea / di cominciare a pensare seriamente / ad attivarmi nello stabilire una data / in cui decidere (alla lontana, eh?) di smettere di fumare. Vizio che appassionatamente, voluttuosamente, amorevolmente, sciaguratamente mi concedo da 25 anni. Un quarto di secolo. Un pacchetto al giorno.
20 x 365 x 25 (fregandocene degli anni bisestili) fanno 182.500 deliziose, fragranti, sorridenti, impagabili paglie sul groppone. Decisamente troppe.
Sto leggendo il famoso libro di Allen Carr, superando una strepitosa diffidenza verso ciarlatani e vari guru del tubo. Non mi sembra così malaccio, anche se basa una certa parte delle sue indicazioni sull’assunto che fumare non sia realmente piacevole. Questo è falso, almeno per quanto mi riguarda. Perchè una persona follemente ipocondriaca come il sottoscritto fumi così tanto, bisogna che il passatempo di sconquassarsi i polmoncini con bollenti vapori saturi di veleni vari sia un’esperienza sensoriale talmente meravigliosa da rasentare il mistico. E così è per me.
Quando mia nonna mi portava al cinema, nei locali pubblici non era ancora vietato fumare (!), per cui vedevi bambini di 5 o 6 anni immersi in azzurre nubi tossiche. E io chiedevo alla mia nonnetta cosa fosse quel fantastico profumo che arrivava dagli scatarranti vicini di poltrona, e lei mi spiegava che era fumo di sigaretta, una cosa da grandi, e io ma come, anch’io voglio fumare, e lei ma sei matto, fa malissimo! Ricordo distintamente quando pensai per la prima volta “non vedo l’ora di diventare grande per poter fumare”.
È chiaro a questo punto che quando ho acceso la mia prima sigaretta non è stato -come per la maggior parte dei ragazzini- per socializzare con i compagni di scuola. Infatti l’ho fumata di nascosto, in aperta campagna, una pessima Stop senza filtro rubata in casa all’ora della pennica dei miei. E’ stato più bello anche della prima seghina.
No, non appartengo alla categoria dei fumatori sociali, farlo in occasioni mondane non mi piace neanche, perchè la conversazione con persone più o meno interessanti mi distrae dal piacere del fumo. Se potessi rinunciare a tutti gli altri piaceri -sì perdio, ho detto prprio tutti (grossa, eh?)- per poter continuare a fumare lo farei, se questo può darvi un’idea del mio attaccamento al demone tabaccoso. Ma è ora di smettere, davvero.
Sarà dura.


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il mio ex ha smesso con l’agopuntura.
davvero.
mezza giornata a caserta ed è tornato come nuovo.
Io con quel libro ho smesso, e non tocco sigaretta da luglio. Mi sono talmente “convinto” che ho smesso anche di fumare altro, per evitare di inalare nicotina in qualsiasi forma.
E sono del parere che in realtà è vero, Zio, non può piacerti, ché il sapore della sigaretta è oggettivamente disgustoso. Anche per chi fuma secondo le dinamiche e nei modi da te descritti. O forse no? In fondo c’è chi trova la merda irresistibile. E sant’Antonio si è innamorato di un maiale. Però, ecco, io lo trovo disgustoso.
zio aggiungo la mia piccola esperienza, non sono mai stata una fumatrice da un pacchetto al giorno ma a due ogni tre giorni nei momenti di stress si
ho smesso col pacchetto in tasca perche’ dalla sera al mattino mi ha fatto schifo e ancora piu’ schifo svegliarmi con il gusto di portacenere in bocca
poi perche’ ho realizzato che se voglio posso e, minchia, sono meglio di qualsiasi bionda io!
pero’ ogni tanto una me la fumo che da vizio e’ diventato un piacere che mi posso concedere perche’ non ne sono schiava
Io posso smettre quando voglio.
Di scrivere questo commento.
Per fumarmi una sigaretta.
una volta avevo smesso…sembra una cazzata ma facevo un sacco di cose, per tenermi occupata credo. mi era piaciuto l’aver smesso, ho smesso per poco eh…un mese. Ho ricominciato perchè quelli dell’enel gas avevano fatto i lavori a quelli del terzo e per sbaglio mi han portato via il contatore così io per sbaglio a novembre ero senza acqua calda – senza gas per cucinare – senza riscaldamento…al secondo giorno di guerra telefonica con l’enelgas (che non trovava l’errore perchè era proprio un errore e a loro risultava che io a casa mia avessi tutto ok) mi sono accesa la sigarella.
son stata debole, vero, però c’è da dire che avevo smesso senza leggere libri…senza aiuti esterni, insomma ho smesso sola.
Io il libro lo consiglio, come lettura senza pretese. Il suo è un approccio totalmente razionale, senza isterismi o minacce di morte da carcinoma polmonare molesto. Mette in discussione proprio il dover essere forti per smettere od il fatto che la sigaretta possa svolgere funzioni emotivamente distensive, e smonta uno ad uno i presunti pregi e virtù delle siga.
Cristiddio zio, parlo come un ex alcolista mormone od un testimone di geova con la riga di lato. Voglio un altro post per tornare ad essere me stesso.
Ed è meglio che ti sbrighi perché sto per depennarti dalla lista dei contatti.
Effettivamente non ho mai sentito Artemisio usare un tono così pacato, ragionevole e civile. Ho il forte sospetto che sua mamma si sia impossessata del suo computer per lanciare una campagna antifumo. Oppure lo stesso Allen Carr.

Si ok la smetto. Era un rigurgito dell’educazione cattolica ricevuta da bambino a suon di bastonate e dal retrogusto vagamente di vaselina. Però era per dire che smettere è più facile di quel che si dica, basta non fumare. Occhei occhei la smetto, Woland togli forcone per dio…
Si ok la smetto. Era un rigurgito dell’educazione cattolica ricevuta da bambino a suon di bastonate e dal retrogusto vagamente di vaselina. Però era per dire che smettere è più facile di quel che si dica, basta non fumare. Occhei occhei la smetto, Woland togli quel forcone per dio…
finché pensi che sarà dura, non ci riuscirai. a quello serve il libro, a convincerti che non è dura. io continuo a pensare che lo sia, purtroppo.
Ora, capisco cosa voi stiate pensando. So cosa è successo ma non lo dirò a nessuno. Dirò solo che ho una sorta di disturbo ossessivo verso l’omissione di parole nei commenti.
Sto fumando.
Mi ascolto: piegandomi produco il caratteristico suono delle poltroncine estive di vimini. Penso a un coagulato nero a forma di Maria de Filippi che si aggrappa al mio polmone destro.
Forse ce la faccio.
Odio la fisarmonica ed il suo suono antipatico, malinconico, sudamericano e trillerino ma di notte sento tanti brani inediti di Astor Piazzolla, provenire da quei vicoletti asfaltati che sono diventati i miei bronchi… questo sarà il motivo per cui smetterò… ma non oggi, c’è il sole e mi voglio godere una passeggiata (che poi si risolve in un’andata fino a che la cicca è finita ed un ritorno fumandone un’altra, in mezzo c’è il negozio del tabaccaio e le bestemmie perchè il bic tarocco non si accende al primo colpo)
Io una volta ho smesso. Quindi so che posso. Ho riiniziato dopo quasi un anno. E l’ ho fatto apposta. Non sentivo più dipendenza. Mi piaceva. Volevo fumare. Morirò. Si, e allora? Voi no?
(E’ falso. Ma è così carino gabbarvi).
Woland, coll’auto-botta-e-risposta, sembravi un pò il nevrotico astinente da fumo, sepermettinevvèro…