Le onde luccicano ai raggi del sole. Una Regata. Gli uomini sono tutti in canottiera. Le signore in costume da bagno. Che indecenza! E si sono messi in testa che io sono nuda. Come sono stupidi. E dire che indosso un vestito nero a lutto, dal momento che sono morta.
I motivi per cui vale la pena di menzionare questo racconto sono principalmente due: uno è che si tratta forse del primo esempio di opera letteraria in cui viene usato l’”io narrante”, o monologo interiore o flusso di coscienza (sì, insomma, quello che c’è scritto nel fumetto di quel che pensate quando siete ubriachi). L’altro è che costituisce un ottimo argomento di conversazione con i Baustelle.
Perchè, non so se lo sapete, ma I Baustelle si ispirano alla CULTURA MITTELEUROPEA™ (se non fosse che una sera, trovandomi guarda caso con amici a un party after-show di un qualche turpe Festivalbar, e venendo presentato a tale ceffo del cantante del summenzionato gruppo, e avendo letto da qualche parte che essi cianciavano per l’appunto di letteratura mitteleuropea come fonte di ispirazione maxima, ho pensato bene che avrei fatto bella figura chiedendogli quale racconto di Joseph Roth fosse il suo preferito, ricevendo però in risposta questo sguardo).


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io notoriamente non me ne capisco un cazzo di musica ma i Baustelle stanno all’enterteinment quanto quando al gioco di mimi ti capita “Bangcock”
@Ilanio: temo tu sia caduta in un atroce lapsus freudian-anglofonico, nespà?
Volevi scrivere Bangkok, non Bangcock, vero? VERO?
E comunque al gioco dei mimi quando usciva Bangkok me la sono sempre cavata benissimo
1)rotolandomi nudo nell’olio essenziale
2)ostentando hiv
è sempre importante avere un argomento di conversazione con i baustelle. Lo terrò a mente
chiaratiz: un altro ottimo arg di conv con gli strampalati baustelloni è la preparazione della ribollita, gustoso piatto di cui i loro vestiti -giuro- odorano moltissimo